· Manfredi Miraula · Case Study · 2 min read

Da ore a minuti: pipeline dati near real-time per una grande azienda farmaceutica

I dati operativi arrivavano con ore di ritardo a causa di processi batch lenti. Abbiamo ridisegnato la pipeline per sincronizzarli quasi in tempo reale, compresi file binari fino a 4GB.

I dati operativi arrivavano con ore di ritardo a causa di processi batch lenti. Abbiamo ridisegnato la pipeline per sincronizzarli quasi in tempo reale, compresi file binari fino a 4GB.

In una grande azienda farmaceutica le decisioni operative si prendevano su dati vecchi di ore. I team guardavano i numeri, ma quei numeri descrivevano una situazione già superata.

La causa era un’architettura batch che in passato aveva funzionato e che ora non stava più dietro ai ritmi dell’azienda.

Il problema

I team operativi avevano bisogno dei dati in tempo utile per decidere. La pipeline esistente però li elaborava in grossi batch lenti, che si aggiornavano solo a intervalli. In mezzo c’era un ritardo che rendeva impossibile qualsiasi analisi in tempo reale.

A complicare le cose c’era un vincolo tecnico: oltre ai normali record tabellari, il sistema doveva gestire file binari fino a 4GB. Le soluzioni di streaming standard non sono pensate per questo.

La soluzione

Abbiamo ridisegnato la pipeline da zero con un’architettura near real-time su Azure Service Bus:

  • Acquisizione a eventi: i dati partono quando cambia la sorgente, non a orari fissi.
  • Elaborazione incrementale: si processano solo i record modificati, con molto meno carico e molta meno latenza.
  • Sincronizzazione dei file binari: uno strato costruito su misura gestisce file di grandi dimensioni (fino a 4GB) e li sincronizza quasi in tempo reale.
  • Monitoraggio completo: allarmi e metriche su stato della pipeline, latenza e qualità dei dati in ogni fase.

Abbiamo lavorato sull’infrastruttura che il cliente aveva già, senza interrompere i sistemi che usavano quei dati durante la migrazione.

I risultati

  • Dati disponibili in pochi minuti invece che dopo ore.
  • File binari fino a 4GB sincronizzati quasi in tempo reale.
  • Decisioni operative più informate, perché basate su dati aggiornati e affidabili.
  • Nessuna interruzione per i sistemi a valle durante la migrazione.

Il principio che si applica ovunque

Spesso l’elaborazione batch è la scelta giusta per partire, e lo resta finché l’azienda non cresce oltre. Quando i team decidono su dati vecchi, di solito le persone non c’entrano: il limite è nell’architettura.

Una riprogettazione mirata permette di fare cose che prima non erano possibili.


I dati lenti frenano il tuo team? Scrivici e valutiamo insieme se un approccio simile ha senso anche per voi.